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Roma, 9 agosto 2006
Testo
Unico Ambiente D.Lgs. n. 152/2006
L’iter dello schema del decreto legislativo, di correzione ed integrazione al Testo Unico Ambientale n°152/2006, prosegue e si consolida a seguito della seconda approvazione ( tre totali previste ) del Consiglio dei Ministri nello scorso 28 luglio. Di seguito, giovedì 3 agosto, la nuova versione del decreto correttivo ( in allegato) ha acquisito il parere favorevole della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, con la raccomandazione che il percorso di modifica sia caratterizzato dalla massima condivisione e partecipazione di tutti i soggetti interessati. Manca, purtroppo, l’approvazione da parte della Commissione Ambiente del Senato che, nella seduta convocata appositamente lo scorso 2 agosto, non ha potuto esprimersi per la mancanza del numero legale. Tutto ciò farà slittare l’approvazione e la conseguente definitiva emanazione del decreto legislativo, concernente le disposizioni integrative e correttive, al prossimo mese di settembre ( i lavori nelle varie Commissioni riprendono mercoledì 13 settembre ). Nella nuova versione del decreto risultano soppressi, su esplicita richiesta delle Commissioni Parlamentari, i termini ( 30 novembre 2006 e 31 gennaio 2007 ) entro il quale andavano adottati i decreti correttivi e i relativi decreti attuativi ma, contestualmente, sì “ufficializza” nell’art. 1 l’intenzione prioritaria del Governo a modificare il Testo Ambientale. Lo schema del decreto prevede anche l’abrogazione degli articoli 159, 160 e 207 che istituivano e avrebbero dovuto regolamentare l’Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti. Inoltre è utile evidenziare che, lo scorso 29 luglio in Commissione Ambiente del Senato, il Ministro Pecoraro Scanio ha annunciato un’ulteriore decreto di integrazione e modifica utile a contenere le segnalazioni poste dalle Regioni alle Commissioni Parlamentari. Nel corso dell’audizione il Ministro ha anche comunicato che la revoca dei sei decreti attuativi è stata resa necessaria dopo la comunicazione dell’avvio di un’ulteriore procedura d’infrazione comunitaria nei confronti dell’Italia, basata sul presupposto che la nozione di rifiuto è contraria all’ordinamento comunitario. Resta incerta la sorte degli altri nove decreti attuativi del D.Lgs. 152/2006, in quanto il decreto sul monitoraggio delle spese ambientali è in fase di revisione, mentre quello che istituiva l’Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti sarà soppresso con il decreto correttivo. Alla ripresa dei lavori, dopo la pausa estiva, si attenderà con impazienza l’emanazione del decreto correttivo, poiché solo successivamente si potrà finalmente affrontare la discussione e il confronto nel merito, tra tutte le parti interessate, di tutto il D.Lgs. 152/2006. Fino ad ora, Il percorso legislativo adottato dal Governo ha sviluppato positivamente la costruzione del perimetro legislativo utile a riscrivere tutta la normativa ambientale italiana, ora, il contenitore dovrà essere riempito da validi contenuti necessariamente concertati. La sede ministeriale ( Cespa ) e le Commissioni Parlamentari dovranno continuare a garantire a tutte le rappresentanze – istituzionali e sociali - quegli spazi d’ascolto e di condivisione, fondamentali per sviluppare e dare al Paese una nuova normativa ambientale in linea con le direttive comunitarie per un ambiente sostenibile. Tutto andrà fatto con estrema celerità: il D.Lgs. 152/2006 continua a produrre effetti negativi e pesanti su tutto il territorio per colpa della cancellazione burocratica di tonnellate di rifiuti, il tutto per alleggerire i bilanci societari dai costi dello smaltimento dei rifiuti stessi. Per far ripartire l’economia italiana ci vuole ben altro e un Paese civile non baratta il proprio diritto alla salute con il buon andamento del PIL. Guai se così fosse. Il Testo Unico Ambientale per come è stato pensato e scritto si è schierato apertamente, nell’eterna contrapposizione fra l’ambiente e i suoi costi, contro il territorio relegando i costi a carico delle generazioni future.
p. il Coord.to Naz.le FP/CGIL Igiene Amb.le p. la
Segreteria Naz.le FP/CGIL
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